2020.06.26 – INTERVISTA AL TECNICO: NEREO ROSOLI

Ciao Nereo!

Sei lo “storico” allenatore della categoria Under 13 targata STS. Cosa ne pensi di questa categoria? Ti piace allenare i ragazzi di quest’età?

E’ vero, da diversi anni (e con partner differenti) mi occupo di allenare il gruppo Under 13 della Società! Si tratta di una categoria che viene spesso sottovalutata a causa della giovane età degli atleti, eppure posso tranquillamente affermare che negli ultimi anni l’impegno mio, di chi ha collaborato con me e dei ragazzi che si sono succeduti nelle varie stagioni, è stato addirittura maggiore rispetto ad altre squadre più “vecchie”. Per alcune stagioni, infatti, al tradizionale campionato giocato in sei contro sei, è stata affiancata la specialità 3×3 (una sorta di “campionato parallelo” a quello principale) con le relative Finali Nazionali, alle quali la Società (e di conseguenza anche il sottoscritto) ha partecipato per cinque anni consecutivi. Un’esperienza fondamentale per la crescita dei ragazzi, ma anche un impegno non da poco!

Nonostante il divertimento e le soddisfazioni non siano mai mancati nel corso di questi anni trascorsi in biancorosso, non nascondo che in alcune occasioni avrei avuto il desiderio di proseguire la “scalata” alle varie categorie seguendo passo passo la crescita dello stesso gruppo Under13. Tuttavia, la Società ha ritenuto che le risorse e le capacità mie e di chi mi affiancava fossero più indicate per favorire il passaggio dal “gioco” del minivolley al vero e proprio “sport” della pallavolo giovanile. Risultati alla mano e alla luce del percorso svolto da alcuni degli “ex piccoli atleti” (alcuni dei quali sono oggi addirittura nel giro delle Nazionali giovanili), non posso però che confermare la bontà delle scelte operate da STS Volley. A queste considerazioni aggiungo che, comunque, stare in compagnia di questi “giovani uomini” ha sempre dato, a me ed ai miei colleghi, molto in termini di collaborazione reciproca e dal punto di vista affettivo. Quindi, per concludere, direi proprio di sì: allenare i ragazzi Under13 mi è sempre piaciuto e mi piace molto ancora oggi!

Come è cambiato, se è cambiato, il tuo modo di approcciarti ai ragazzi in tutti questi anni da allenatore?

L’approccio coach-atleta non è mai uguale a sé stesso, specialmente perché ogni ragazzo ha bisogno di essere accolto, guidato e considerato in modo diverso. In questo senso potrei azzardare il concetto che l’allenatore, oltre che un educatore e un tecnico, talvolta è anche un po’ psicologo. Ci sono ragazzi all’apparenza spavaldi ma intimamente fragili, altri che cercano un po’ di attenzione e altri ancora che desiderano semplicemente un gesto d’affetto. Ognuno di loro, comunque, ha un bisogno assoluto di raggiungere un’affermazione personale, non necessariamente diventando “il migliore”, ma guadagnando un po’ di autostima e, magari, l’approvazione del proprio allenato- re. Tiriamo le somme di questa breve stagione pallavolistica.

Come reputi sia andata questa stagione? Quali sono, se ci sono, i tuoi principali rammarichi?

La stagione che ci lasciamo alle spalle è, ovviamente, una stagione “monca”, azzoppata da questa inaspettata e drammatica pandemia. Ne consegue che anche i traguardi che potevamo immaginare di raggiungere sono rimasti sospesi nell’aria. In tutti questi anni di attività in biancorosso ho mantenuto l’abitudine di tracciare i bilanci a fine stagione, cosa che in questa occasione non è purtroppo possibile. Sicuramente stavamo seguendo un buon percorso di crescita, sia individuale, così come a livello di squadra. L’andamento generale della stagione fino al suo stop ci stava sicuramente dando soddisfazioni, che contavamo di incrementare con il procedere degli allenamenti e con la crescita generale del gruppo. Al comprensibile rammarico rappresentato dall’impossibilità di poter tracciare quel bilancio finale di cui parlavo prima si somma un altro grande dispiacere: l’ essere stati obbligati (anche se non per nostre colpe) a costringere i ragazzi ad “abbandonare” per diversi mesi l’attività che tanto amano e gli amici con cui condividono questa grande passione.

In questa stagione sei stato accompagnato da due nuovi collaboratori: Roberto e Ruben. Come ti sei trovato?

Ad inizio di questa stagione la società mi ha presentato due nuovi collaboratori: Ruben, un ragazzo giovane pieno di nuove energie e voglia di imparare, nonché giocatore nel ruolo di palleggiatore (molto importante per l’insegnamento ai ragazzi!) e Roberto, all’incirca della mia età, ma con un’esperienza di alto livello. Devo dire che mi sono trovato molto bene con loro, quindi meglio di così proprio non potevo sperare e colgo l’occasione di questa domanda per ringraziarli molto!

Grazie Nereo!

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