2020.06.26 – INTERVISTA AI TECNICI: MARCO FELTRIN E SABINE BOTZNER

Ciao Marco! L’U14, più di altre, è una categoria di passaggio in cui i giovani atleti cominciano ad entrare nell’ottica di una pallavolo e di un gioco più strutturato! Iniziamo quindi con il chiederti quali sono le principali difficoltà di questi ragazzi, sia a livello fisico che mentale, che avete potuto riscontrare?

Ciao! In U14, durante la stagione si possono notare cambiamenti importanti di altezza e fisico in molti ragazzi. In questi casi di trasformazione fisiologica, noi allenatori dobbiamo prestare la massima attenzione. A volte bastano anche solo pochi centimetri di crescita per far perdere ai ragazzi i propri punti di riferimento e generare in loro una grande difficoltà di esecuzione dei fondamentali (una tra tutti, per esempio, la ricezione), seguita spesso da un’insicurezza dei propri mezzi.

Quanto è importante, a questa età, lavorare non solo sul corpo, ma anche sulla mente degli atleti? E a tal proposito, quanto sono importanti gli atteggiamenti, i comportamenti, gli stati d’animo e mentali, il modo di porsi degli allenatori?

Indubbiamente, anche il lavoro mentale sui ragazzi è importantissimo. Avendo caratteri molto diversi in questa fase di maturazione, è importante che gli allenatori mirino a valorizzare i punti di forza di ogni atleta, anche di quello che ha più difficoltà, cercando di leggere le situazioni che si creano all’interno del gruppo e, in particolar modo, distribuendo equamente le attenzioni per tutti i ragazzi.

Nonostante la fine prematura della stagione sportiva, siete soddisfatti di come ha lavorato il vostro gruppo? Siete riusciti a notare dei miglioramenti rispetto ad inizio stagione?

Purtroppo questa fine anticipata non ci ha consentito di capire con precisione se tutto il lavoro fatto fino a quel momento sarebbe bastato per raggiungere gli obiettivi prefissati a inizio anno. Tuttavia posso dire con certezza che l’attività svolta da me e Sabine fino al blocco della stagione ci ha soddisfatto molto. I ragazzi si sono impegnati seguendo le nostre linee guida, un atteggiamento corretto che ha portato ad una loro crescita sia nel livello di gioco e di fondamentali sia, di conseguenza, ad un netto miglioramento generale rispetto a inizio stagione.

Sembra che il prossimo anno i campionati di categoria passeranno dai consueti U14, U16, U18 a categorie “dispari” (U15, U17, ecc.)… Pensate sia una scelta giusta?

A parer mio passare alle categorie dispari ha sicuramente dei lati positivi. Innanzitutto la possibilità, per i ragazzi che hanno lavorato assieme per tutto l’anno fino all’interruzione di fine febbraio, di poter rigiocare di nuovo insieme nel campionato di riferimento (con la speranza questa volta di portarlo a termine). In secondo luogo, reputo molto importante l’istituzione della categoria Under 19, che permetterà agli atleti di finire il loro cammino nel volley giovanile (Under 19) parallelamente a quello scolastico.

Ciao Sabine, passiamo a te! La scorsa stagione pallavolistica hai allenato l’U13, mentre questo è stato il tuo primo anno in U14. Innanzitutto, come ti sei trovata in questa nuova categoria? E quale credi che sia la principale differenza (a livello mentale o fisico, a livello di gruppo squadra, a livello di organizzazione e composizione degli allenamenti) tra le due categorie?

Ciao! Mi sono trovata molto bene. Come per ogni nuova sfida, devo ammettere che all’inizio avevo alcuni dubbi di non essere all’altezza. Sia Marco che i ragazzi mi hanno però fatto sentire fin da subito a mio agio, e ciò ha fatto sì che questa esperienza sia stata, oltre che molto bella, molto educativa. Nonostante la fine anticipata causa COVID-19, che ha lasciato un po’ l’amaro in bocca, questa intensa avventura mi ha senza dubbio permesso di arricchire il bagaglio di esperienze e competenze tecniche da allenatrice.

La principale differenza tra U13 e U14 si basa, a parer mio, proprio su ciò che è stato sottolineato nelle domande precedenti: la crescita a livello fisico e mentale dei ragazzi. A questa età un anno vuol dire tanto. Avendo allenato questa stagione tanti ragazzi conosciuti l’anno scorso in under 13, sono riuscita a notare in modo molto più chiaro questi cambiamenti. Il loro corpo è in una fase di continuo sviluppo, che, come detto in precedenza da Marco, i ragazzi faticano molto a gestire. Per gli allenatori trovare l’equilibrio giusto per gestire questa crescita è una sfida continua! Inoltre, il ritmo di gioco è aumentato, la rete si è alzata e gli avversari sono di livello superiore rispetto all’under 13. Di conseguenza, per riuscire ad arrivare ai risultati prestabiliti ad inizio stagione, il ritmo e l’intensità degli allenamenti dovranno essere necessariamente adeguati. Per fare ciò è molto importante lavorare intensamente, oltre che sulla crescita individuale dell’atleta, sulla crescita di squadra. Bisogna sempre ricordarsi che le partite non le vincono i singoli giocatori, ma il gruppo!

Grazie Marco e Sabine!

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